Artisti, materiali, tecniche – Laboratorio di Documentazione Storico Artistica / Opere, fonti, istituzioni, territorio Mon, 13 Feb 2023 14:15:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Campane e fonditori in Toscana tra Medioevo e Rinascimento: il caso di Firenze /progetti/campane-e-fonditori-in-toscana-tra-medioevo-e-rinascimento-il-caso-di-firenze/ Fri, 15 Jan 2016 09:27:56 +0000 /?post_type=dr_progetto&p=357 Il progetto Campane e fonditori in Toscana tra Medioevo e Rinascimento: il caso di Firenze costituisce uno sviluppo specifico del più ampio progetto Repertorio delle opere firmate nell’arte italiana. Medioevo e Rinascimento. Lo studio di questa categoria di materiali è risultato particolarmente attinente alle linee di ricerca del Laboratorio, non solo per quanto riguarda l’area della storia dell’arte medievale, ma anche per quanto concerne l’interesse del Laboratorio alla storia della tutela e alla comprensione degli aspetti di storia sociale connessi con lo studio delle testimonianze materiali.
Il progetto prevede lo studio di questa categoria di manufatti per la provincia di Firenze e la realizzazione di un database (Databells).

Il progetto è risultato vincitore dell’Italian Heritage Award nell’ambito della linea Conoscenza, Tutela e gestione del patrimonio artistico (edizione 2013).

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Le Medaglie dei Papi /progetti/le-medaglie-dei-papi/ Mon, 14 Mar 2016 16:58:54 +0000 /?post_type=dr_progetto&p=459 Si tratta di un database relazionale, usufruibile liberamente in internet, che consente di mettere in rapporto oggetti diversi di ambito medaglistico (medaglie, conii, punzoni, incisioni raffiguranti medaglie, testi) tramite ricerche incrociate (parole chiave, soggettario, nomi di artisti, legende ecc.).

In corso di aggiornamento, il materiale per ora schedato è relativo ai pontificati compresi tra Martino V (1417-1431) e Clemente VIII (1592-1605).

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Opera Nomina Historiae. Giornale di cultura artistica /progetti/opera-nomina-historiae-giornale-di-cultura-artistica/ Wed, 16 Nov 2016 14:33:52 +0000 /?post_type=dr_progetto&p=851 La rivista ONH (Opera, Nomina, Historiae) è stata fondata nel 2009 da Maria Monica Donato, inizialmente a margine del Repertorio delle opere firmate nell’arte italiana. Medioevo e Rinascimento, nell’intento di non disperdere le ricerche nate e sviluppatesi attorno al repertorio, al Seminario di Storia dell’arte medievale della Scuola Normale, alla sua rete di relazioni. Si prevedevano allora, per il repertorio, sedi e modalità diverse di edizione: una pubblicazione online in forma di banca dati e, parallelamente, una serie di volumi a stampa dedicati alle singole sezioni geo-cronologico-tipologiche, in cui il materiale ‘formalizzato’ nelle schede sarebbe stato esposto in forma più ampia e discorsiva. (M.M. Donato, Presentazione, «ONH. Opera, Nomina, Historiae. Giornale di cultura artistica», 1, 2009).
In questi anni, tuttavia, la quantità, la varietà e il merito degli studi che sono stati accolti dalla rivista, uniti alla ferma volontà di garantire un livello quanto possibile aggiornato ed elevato, hanno portato a una sostanziale ‘ristrutturazione’.
Dopo tre anni e quattro numeri dalla sua nascita, quindi, ONH ha ampliato le proprie prerogative, diversificando le pubblicazioni, per diventare uno strumento di pubblicazione allo stesso tempo periodico e monografico.
Si è dotata di un ampio comitato scientifico di esperti nazionali e internazionali ed ha avviato un sistema sempre più rigoroso di doppio (e se necessario triplo) referaggio ‘cieco’ degli articoli, che in più casi ha prodotto contributi sostanziali. Inoltre, la rivista, pur mantenendo come motivo ‘fondante’ l’interesse per la figura dell’artista, dall’Antichità all’Età moderna, con un focus sul Medioevo – attraverso le sottoscrizioni, ma anche i documenti, le fonti letterarie e storiche, le testimonianze visive – ha via via accolto sollecitazioni più ampie, che hanno portato a una notevole dilatazione dal punto di vista tematico e cronologico dei contributi: accomunati, speriamo sia evidente, dalla saldatura, nel cuore della ricerca, fra le opere, i nomi (gli artisti), le storie – la Storia.

Dal 2012 in avanti quindi, ONH ha una serie di Studi, e una serie dedicata al Repertorio. Sono distinti sia dal punto di vista grafico, nella versione online, sia, in quella stampata, per formato e colore della coperta dei volumi, stampati per cura della casa editrice Universitalia di Roma.

Dopo la scomparsa di Maria Monica Donato, nel 2014, la direzione scientifica della rivista è stata assunta da Massimo Ferretti, mentre la direzione da parte di Antonella Capitanio.
L’intento è quello di dare continuità sia alla rivista, sia ai lavori del Repertorio delle Opere firmate, progetti in cui Maria Monica Donato credeva fortemente e a cui ha dedicato straordinarie energie e risorse.

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Repertorio delle Opere firmate nell’arte italiana /progetti/repertorio-delle-opere-firmate-nellarte-italiana/ Wed, 23 Dec 2015 15:09:11 +0000 /?post_type=dr_progetto&p=338 Il progetto Repertorio delle opere firmate nell’arte italiana. Medioevo e Rinascimento, attivo dal 2002 e già diretto da Maria Monica Donato, è un archivio in progress di opere d’arte che portano una ‘firma’ (ovvero un’iscrizione attestante la paternità del lavoro), in latino o in volgare. I limiti geografici del corpus sono i confini dell’Italia odierna, ma sono incluse anche opere di artisti ‘italiani’ eseguite all’estero e viceversa opere di artisti ‘stranieri’ eseguite in Italia. Gli estremi cronologici sono piuttosto flessibili: spaziano dal settimo secolo fino al Gotico internazionale (XV secolo), ma in alcuni casi possono scendere fino al XVII secolo. Non vi sono limiti riguardo alle classi e alla tecnica delle opere.

Il corpus include anche opere perdute, note solo attraverso fonti indirette, come documenti (inventari, pagamenti, etc.), descrizioni letterarie, stampe, disegni etc.

La pubblicazione del materiale avviene tramite una serie di pubblicazioni monografiche a stampa; in futuro è prevista l’attivazione di un portale online, denominato Me fecit.

L’attività del Repertorio è affiancata dalla pubblicazione sulla rivista Opera, Nomina, Historiae. Giornale di cultura artistica (ONH) di studi specifici nati in seno al progetto.

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Stemmi dei Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano nella Scuola Normale Superiore /progetti/stemmi-dei-cavalieri-dellordine-di-santo-stefano-nella-scuola-normale-superiore/ Tue, 15 Dec 2015 17:13:04 +0000 /?post_type=dr_progetto&p=271 Il progetto, finanziato dalla Fondazione Pisa (2013), prevede la schedatura informatica degli stemmi dei Cavalieri di Santo Stefano conservati nel Palazzo della Carovana.

Oggi sede della Scuola Normale, il palazzo aveva ospitato in precedenza l’istituzione militare-monastica fondata da Cosimo I de’ Medici. Ogni cavaliere, al momento del suo ingresso nell’Ordine, faceva collocare il proprio stemma. Gli stemmi conservati nel Palazzo della Carovana coprono un arco cronologico che va dal 1561 al 1604.
La ricerca si avvale di due serie complete di riproduzioni fotografiche: una realizzata attorno al 2000, la seconda, condotta in parallelo alla più recente campagna di restauro finanziata dalla Fondazione Pisa (2012), costituisce la base documentaria del progetto.
La schedatura delle blasonature costituirà una base di partenza più solida per chiunque si occupi della storia dell’Ordine di Santo Stefano e dei suoi membri, e dunque della classe dirigente del Granducato di Toscana in età moderna. Al tempo stesso, questo archivio sarà uno strumento utile ad approfondire storia e provenienza di testimonianze materiali recanti blasoni stefaniani (storia del collezionismo ecc.).

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Verso un catalogo sistematico del Museo Nazionale del Bargello in Firenze /progetti/verso-un-catalogo-sistematico-del-museo-nazionale-del-bargello-in-firenze/ Mon, 01 Feb 2021 15:55:38 +0000 /?post_type=dr_progetto&p=1612 Obiettivo

Questo progetto mira a stabilire un solido canale d’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, tramite una collaborazione paritetica tra università e museo. Il primo e più importante obiettivo del progetto consiste nella creazione di un vasto catalogo scientifico delle sculture, delle medaglie e dei dipinti del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, con l’intento di produrlo sia su carta (in più volumi) sia in rete, attraverso la pubblicazione ad accesso aperto su piattaforma appositamente predisposta.

 

Descrizione delle attività svolte

Il gruppo di ricerca, composto da professori e ricercatori delle istituzioni partecipanti, viene arricchito da alcuni assegnisti grazie ai finanziamenti ottenuti. Gli assegnisti sono storici dell’arte, a cui si aggiunge un filologo classico che si occupa della ricerca e gestione delle numerose fonti archivistiche, edite e inedite, utili alla contestualizzazione delle opere.

Le opere del Bargello, riconducibili alle classi tipologiche indicate, sono studiate sotto ogni punto di vista (vicende collezionistiche e conservative; attribuzione; datazione, etc.) e accuratamente schedate.

Le schede così elaborate sono sottoposte a controllo sistematico da parte dei responsabili locali e del coordinatore nazionale, attraverso periodici incontri seminariali tenuti direttamente nel Museo del Bargello. Questa procedura ha garantito la coesione del gruppo di lavoro e la formazione di un metodo di ricerca unitario.

Le schede compongono il catalogo cartaceo, ampiamente illustrato con nuove immagini, prodotte da personale addetto dell’Università di Firenze.

Accanto al catalogo cartaceo, la prosecuzione del progetto prevede lo sviluppo anche di altri canali di divulgazione e comunicazione dei risultati scientifici tramite applicazioni tecnologiche e l’uso della rete.

Le ricerche sono state sviluppate anche grazie al prezioso aiuto della Fondazione Il Bargello e della fondazione anglo-americana Friends of Bargello (friendsofthebargello.org).

 

Coinvolgimento del Laboratorio di Documentazione Storico Artistica

Il Laboratorio Docstar è stato coinvolto nel progetto solo a partire dal 2019, anno dell’arrivo del prof. Francesco Caglioti alla Scuola Normale.

Il PRIN, avviato presso l’Università di Napoli “Federico II”, è rimasto formalmente incardinato presso questo ateneo, ma nella sua ultima parte si è avvalso della collaborazione della Scuola Normale per lo sviluppo di nuovi strumenti di divulgazione, come anche per l’attivazione di nuove collaborazioni con altre istituzioni (ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione).

 

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