Lessicità visiva dell’italiano. La critica d’arte contemporanea 1945-1960


Il lessico dell’arte contemporanea in lingua italiana nel periodo 1945-1960 è stato oggetto di una banca dati che ha preso in considerazione due fondamentali tipologie di testi:

  1. per la scrittura dei critici d’arte quelli militanti a sostegno di un artista o di una corrente; le recensioni alle esposizioni; la riflessione più generale sulla storia dell’arte e sull’estetica coeve;
  2. per la scrittura degli artisti, dichiarazioni e documenti programmatici; pagine di diario; documenti epistolari; infine gli articoli propriamente di critica d’arte.

Sono stati dunque esclusi i saggi che affrontano temi già storicizzati di arte moderna o quelli su artisti anche viventi ma estranei al dibattito sulla modernità. L’attenzione si è concentrata non soltanto sui testi storicamente più importanti o linguisticamente più innovativi; ma anche, pur se in misura minore, su altri dove la lingua dell’arte moderna ha subìto volgarizzazioni e contaminazioni di significato non minore per la storia del lessico. In questo senso la schedatura di periodici delle più varie angolazioni ha permesso una mappatura coerente dell’arco di anni presi in considerazione, registrandone la pluralità delle voci critiche. Periodici e libri elencati in bibliografia non sono stati schedati integralmente, ma selezionando gli articoli o i capitoli di volta in volta ritenuti più significativi. I lemmi isolati non sono solo parole singole (sostantivi, aggettivi, predicati verbali) ma anche e soprattutto sintagmi sostantivali, aggettivali o verbali quando questi costituiscono una inscindibile unità di concetto.




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